Gioielli Demaria

Gioielli Demaria

Nell’antico borgo degli orefici di Napoli, già nella metà del 19mo secolo, inizia a muovere i primi passi nel mondo dell’arte orafa Salvatore De Maria,
precursore di una delle tecniche che ha senza dubbio interessato fin dall’antichità generazioni di Orafi, ossia la lavorazione a canna vuota.
Ciò consentiva la lavorazione di spessori di oro molto ridotti ottenendo dei monili dal non elevato impiego di materia prima e di costo accessibile.
Le lavorazioni tecniche ed artistiche quasi segrete elaborate dallo stesso Salvatore, gli consentivano di impreziosire le sue creazioni
e di accrescerne il valore aggiunto attirando l’interesse anche delle classi più agiate, dando vita ad un mercato di èlite.
Uno dei figli, Mario, affascinato dalla lavorazione degli ori e del ritaglio di diamanti, durante il rituale e duro apprendistato,
si lascia catturare dalle tecniche alchemiche di alcune lavorazioni tramandategli dal padre, intraprendendo un percorso
che lo porterà ad essere uno tra i più celebrati maestri orafi partenopei. Non a caso sarà lui uno degli esponenti più importanti
della Gilda degli Orefici. La passione abbracciata da Mario De Maria lo porterà a impegnarsi anima e corpo nella
creazione dei suoi gioielli. Anche suo figlio Luigi cresce in “Piazza Orefici” e vi porta molte innovazioni apprese durante un
periodo di lavoro a Valenza (nord Italia) dove era stato richiesto per la perizia ed i segreti delle lavorazioni manuali.
La famiglia De Maria, infatti, tra gli anni ’50 e ’60, è stata una delle prime a Napoli ad utilizzare la tecnica della
microfusione a cera persa con la centrifuga a molla o ad elastico.nLa tradizione, oggi, dopo quattro generazioni,
approdata alle sapienti e responsabili competenze di Dario e Ivana De Maria, figli di Luigi,
continua la propria evoluzione affiancando al nome storico, un numero, un simbolo,
un elemento da secoli riconosciuto come luogo di perfezione e di armonia: 1,618